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Coronavirus Manila | OMS: PH ha un aumento più rapido dei casi di virus nel Pacifico occidentale

29 Giugno 2020

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Coronavirus Manila | OMS: PH ha un aumento più rapido dei casi di virus nel Pacifico occidentale

The Department of Health reports 653 new cases of COVID-19 in the country. Total is now 35,455. The DOH also reports 8 new deaths and 258 new recoveries. The total number of deaths is now 1,244 and the recovered patients is now at 9,686 with active cases at 24,525.

 

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485 Fresh Cases (NCR: 245, Region 7: 120, Repatriate: 8, Others: 112)
168 Late Cases (NCR: 111, Region 7: 11, Repatriate: 21, Others: 25)

653 New Cases, 8 New Deaths and 258 New Recoveries

35,455 Confirmed
1,244 Deaths
9,686 Recovered
24,525 Active
675,929 Total Tests

Case Fatality Rate: 3.5%
Case Recovery Rate: 27%
Active Case Rate: 69%
Worldometers Global Ranking: 38th

Source: Department of Health and Worldometers

 — sharing a COVID-19 Update.

Philippines leads in rise of virus cases in entire Western Pacific

WHO: Philippines COVID cases rising fastest in region

WHO: PH has fastest rise in virus cases in Western Pacific

WHO cherry-picking Covid data, says DoH

WHO cherry-picking Covid data, says DoH – The Manila Times
The Department of Health on Sunday called out the World Health Organization (WHO) for its report that the country had the fastest rise in coronavirus disease 2019 (Covid-19) cases in the Western ...

Understaffed Cebu nurses appeal for PPE, hazard pay amid surge in COVID-19 cases

‘Something very wrong’: Sotto concerned over spike in COVID-19 cases

DOH orders deployment of doctors to Cebu City to help in COVID-19 fight

Filipino fishermen missing after boat allegedly collided with Hong Kong vessel

Transport officials ready bus stops along EDSA

Transport officials ready bus stops along EDSA
Transport officials on Sunday inspected the bus stops along EDSA for carousel-type buses, which they said are now ready to accommodate even senior citizen and persons with disability (PWD) commuters.

30 jeepney, 47 UV Express routes opening in Metro next week

Senate bill to boost work from home scheme

Local governments again barring stranded folk

DTI-7’s warning: Restaurants violating health protocols to face closure

‘Philippines sinks into recession’

LIST: Companies boycotting Facebook, supporting #StopHateForProfit

Coronavirus, Zangrillo: “In Italia ci sono focolai ma non sono focolai di malattia”

CONCLUSIONI

Lunedì, 29 Giugno 2020

653 New Cases, 8 New Deaths and 258 New Recoveries di cui 485 Fresh Cases (NCR: 245, Region 7: 120, Repatriate: 8, Others: 112) e 168 Late Cases (NCR: 111, Region 7: 11, Repatriate: 21, Others: 25)

Le Filippine registrano il più rapido aumento dei casi di coronavirus 2019 o COVID-19 nel Pacifico occidentale, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, spingendo il Dipartimento della Salute (DOH) a sollecitare l’OMS a non “scegliere la ciliegia” per confronto.

I dati dell’OMS hanno mostrato che le Filippine hanno registrato un totale di 8.143 nuovi casi dal 16 al 27 giugno, il più alto tra i 22 paesi della regione.

“Imabarazzante. ” “Qualcosa non va.” Sono le espressioni più comuni che si leggono nei vari articoli di oggi. 

Domenica i senatori hanno espresso preoccupazione per il recente aumento del numero di casi COVID-19, con diversi legislatori che affermano che il governo deve fare di più per contenere la diffusione del virus.

Questo dopo che i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno mostrato che in quasi due settimane le Filippine hanno registrato il più rapido aumento dei casi di COVID-19 nella regione del Pacifico occidentale.

“Qualcosa non va! Penso che sia il ritardo nelle azioni e nelle risposte. Ciò include la tracciabilità dei contatti e la ricerca aggressiva sui farmaci “, ha dichiarato Sotto in una nota.

“Abbiamo riaperto drasticamente l’economia, anche per i settori non essenziali come POGO (Philippine Offshore Gaming Operations). Non abbiamo proibito ai centri commerciali di prolungare le loro ore di funzionamento. Abbiamo interrotto l’assistenza sociale, rimandato le persone al lavoro anche senza modalità di trasporto pubblico sufficienti “, ha detto Villanueva.

“Non c’erano indicazioni chiare sulla sorveglianza e il monitoraggio epidemiologico”, ha aggiunto.

Il senatore Francis Pangilinan nel frattempo ha dichiarato che i dati dell’OMS hanno mostrato che le Filippine hanno avuto “la peggior risposta pandemica”.

“Questo dovrebbe essere imbarazzante per i nostri vicini, ma è più imbarazzante per i nostri connazionali, per i medici, le infermiere e i tecnologi medici, e per tutti coloro che hanno sacrificato e stanno sacrificando la propria vita per combattere questa malattia. A tutti coloro che hanno ottemperato e rispettano le varie e spesso confuse linee guida, come la ripresa del lavoro ma senza trasporto pubblico “, ha affermato Pangilinan in una nota.

Il Dipartimento della Sanità ha ordinato il dispiegamento di dottori – compresi “dottori ai barrios” – a Cebu City per aiutare la sua battaglia contro la crisi COVID-19, ha detto il suo portavoce domenica.

Il segretario alla salute Francisco Duque III ha emanato una direttiva per schierare altri medici a seguito della denuncia di “carenza di personale” nell’area, sottosegretario alla sanità Ma. Rosario Vergeire ha detto in una dichiarazione.

I Medici ai Barrios, tuttavia, hanno condannato la direttiva, dicendo che i medici interessati non sono stati adeguatamente informati o informati per iscritto. Hanno aggiunto che non vi era alcuna consultazione adeguata prima dell’implementazione dell’ordine.

“L’assenza di un’adeguata comunicazione, che giustifica la riassegnazione temporanea dei medici delle aree rurali che prestano servizio nelle aree geograficamente isolate e svantaggiate (GIDA) per servire negli ospedali privati ​​di Cebu City è una chiara violazione della Magna Carta dei lavoratori della sanità pubblica”, ha detto il gruppo in una dichiarazione condivisa su Facebook, citando la Sezione 6 della Repubblica Legge n. 7305.

Anche i medici schierati hanno invitato il DOH a “ripensare” la direttiva, con il DTTB che cerca un dialogo inclusivo tra il governo e le altre parti interessate.

“Speriamo che il DOH lo consideri prima che sia troppo tardi, prima che l’apatia e la mancanza di responsabilità da parte della sua leadership soffocino completamente le fiamme della passione e del servizio di un’intera generazione di medici”, ha aggiunto.

Non c’è ancora chiarezza sulle Jeepeny tradizionali, che secondo l’ultimo articolo dovrebbero riprendere la prossima settimana, ma solo su 30 rotte. 

Va avanti la proposta di legge a rendere obbligatori accordi di lavoro alternativi. Il suddetto disegno di legge mira a modificare la legge sulla Repubblica n. 11165, o la “legge sul telelavoro”, che definisce il telelavoro come un accordo di lavoro che consente a un dipendente di svolgere i propri compiti da un posto di lavoro alternativo con l’uso di telecomunicazioni e / o tecnologie informatiche.

Secondo Marcos, il suo disegno di legge mira a “rafforzare la legge sul telelavoro rendendola obbligatoria e non semplicemente facoltativa”.

Non c’è chiarezza neanche per le gli stranded, LSIs, persone che per un motivo per un altro sono rimaste bloccate e non riescono a tornare a casa nelle loro provincie di destinazione. 

ATTESA PIÙ LUNGA Decine di persone in attesa di un giro in barca per tornare nelle loro province dopo essere rimaste bloccate a Metro Manila per quattro mesi a causa della pandemia di COVID-19 potrebbe dover aspettare più a lungo poiché diverse province hanno annunciato che non avrebbero accettato di tornare residenti per paura che potrebbero portare il nuovo coronavirus. —RICHARD A. REYES

Il Dipartimento del Commercio e dell’Industria delle Visayas centrali (DTI – 7) ricorda agli operatori di ristoranti e ristoranti di Cebu City di attuare rigorosamente la politica “no dine-in, take-out only” mentre il blocco rimane attivo nella città.

In un comunicato stampa, l’Assistente Segretario Asteria Caberte del DTI – 7 ha affermato che gli stabilimenti catturati violando la direttiva potrebbero dover affrontare la chiusura.

“Gli stabilimenti alimentari che violano i protocolli anti-COVID saranno chiusi fino a quando non saranno in grado di conformarsi”, ha dichiarato Caberte.

Più di 168 aziende stanno boicottando Facebook sulla scia delle sue precedenti decisioni per non impedire ai discorsi d’odio di diffondersi sui social media. E l’articolo fa un elenco degli inserzionisti. 

In Italia Zangrillo fa chiarezza sui nuovi focolai che si sono verificati ribadendo che “Oggi tutti gli indicatori sono favorevoli”. “Il virus non è mutato ma ha perso carica e che potrebbe presto esaurire il suo ciclo produttivo”

La situazione italiana è simile alle Phil per le misure repressive, ma distante anni luce riguardo alla situazione pandemia ed io non mi lancio in ipotesi e se le Phil stanno per entrare in una recessione, mal comune mezzo gaudio, non solo loro, ma accade un po’ in tutto il mondo. 

In queste situazioni, inspiegabili o spiegabilissime, dove è difficile accertare le responsabilità, bisogna stare attenti a non cadere  nella logica del capro espiatorio. Un soggetto generalmente innocente, ma debole (come ad esempio i ristoranti, hotel e negozi soggetti a controlli) sul quale indirizzare tutte le negative energie di rabbia  e frustrazione che si provano di fronte ad una situazione “imbarazzante” che ha “qualcosa che non va”, e fargli pagare il “prezzo” del fiasco pandemico nazionale. 

Giovanni, Metro Manila

 

 
 
 

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